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TIFOSI E TEPPISTI
Inserito il 14 ottobre 2008 alle 22:44:30 da GIANNI TURINO.

TIFOSI E TEPPISTI

L’inizio del campionato di calcio ha nuovamente messo in evidenza( i fatti più eclatanti sono quelli di Napoli) un fenomeno che con lo sport non ha nulla che fare, anzi ne è la totale negazione; mi riferisco cioè allo squadrismo di una parte –la deteriore- dei così detti gruppi organizzati di tifosi

Il termine “tifosi” appioppato a costoro, è improprio perché se è vero che “tifo” , in senso sportivo, è pur sempre una degenerazione della normalità, è anche sacrosantamente vero che esso , quando è reale e genuino, è alimentato da una passione e suscitato dallo svolgimento del fatto agonistico.

Allo stadio, durante la partita, può scappare anche il parolone che in altro ambiente provocherebbe disagio e riprovazione. Sono comprensibili, in quel contesto, anche reazioni sopra il rigo; ma il tutto deve avere origine da quello che succede nel campo che ovviamente è interpretato in maniera diametralmente opposta da chi è “tifoso” di una parte e di chi lo è dell’’altra.

Ne possono nascere frasi con lessico da fureria ed urla in altri momenti ed in altri ambienti, scomposte e da biasimare. L’intervento deciso di un avversario su un giocatore della squadra del cuore, può produrre improperi che spesso tirano in ballo l’albero genealogico con ascendenze e discendenze equivoche; ma il tutto è stemperato dalla collocazione e dal momento.

Le stesse cose, dette a freddo e senza lo stimolo del fatto agonistico, sarebbero impensabili e solo spiegabili con la chiara volontà di offendere e calunniare; cosa assurda ed impensabile per un vero “tifoso”.

Oggetto della generale riprovazione è normalmente l’arbitro ; mestiere , il suo, ingrato e che –subito dopo il conoscitore di angurie- è il più difficile del mondo. Un tempo la normale gratificazione che scendeva , con approvazione unanime, dagli spalti verso le giacchette nere era “cornuto”.

Al Natal Palli di Casale , durante un incontro fra le rappresentanze giovanili di Casale e Vercelli (quando la partita importante era preceduta dall’esibizione “…di squadre minori…”) qualcuno gridò “cornuto” all’ arbitro, un personaggio assai noto in città per il suo commercio e per essere “drolu”.

Nell’intervallo fra i due tempi , l’arbitro fece leggere dall’alto parlante questa dichiarazione  

Il direttore di gara , signor…fa presente allo spettabile pubblico di non essere sposato e non avere fidanzata e nemmeno uno straccio di serva…per cui l’epiteto ‘cornuto’ è del tutto gratuito e fuori luogo…”.

Al rientro in campo per il secondo tempo, il poveretto fu sommerso di fischi e da un urlo stentoreo : “EPITETOOO!!!”; e questo fu il nome, e il cognome, che gli rimase sulla groppa per tutta la vita.

 

+++ 

   Per Gianni Brera, il tifo era una “Sorta di delirio giocoso” e “ fare il tifo” veniva visto dal Panzini come una manifestazione “…che si esprime durante una competizione soprattutto con urla di sostegno o di riprovazione e canti di gioia generati da una accesa passione per un atleta od una squadra…”.

Questo implica partecipazione e trepidazione attiva.

Ho visto al Natal Palli gente che volta le spalle al campo completamente disinteressata, e disinformata, a quello che vi avviene , per dirigere cori di vario genere.

Questo non è tifo, è confusione…!

Quando poi si ricorre all’insulto preconcetto all’avversario (magari organizzando con giorni di anticipo, spedizioni punitive contro automobili e pullman degli avversari) e all’accanimento contro la fazione contraria, questo è puro e volgare teppismo; un teppismo che va duramente contrastato e severamente punito.

Anche le Società calcistiche hanno grave colpa per questa degenerazione che spesso hanno stimolato con lusinghe, riconoscimenti informali e formali e, non di rado, sollecitazioni.

Si faccia “tifo”; è il sale dello sport e della vita…; lo si organizzi anche in ‘ gruppi’, ed in ‘club’ ma senza perdere di vista le regole della convivenza civile

Ne va del futuro del calcio ; perché, se non si torna all’antico, si aprirà la stagione degli stadi deserti per “ragione di ordine pubblico”…; e del . totale disinteresse …

Sarebbe la fine ingloriosa per afflosciamento del vecchio e caro fulbal, sia a livello globale che locale…:

Ricordiamolo tutti.

 

 

 

 

 

 

 

GIANNI TURINO

 


Commenti
1 Commento
Inserito il 26 ottobre 2008 alle 18:53:39 da Polli.  0/5
 
completamente daccordo

 

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